Tu sei qui: CronacaAmbiente, bilancio in chiaroscuro
Inserito da Il Mattino (admin), giovedì 19 dicembre 2002 00:00:00
E' un quadro a tinte chiaro-scure quello che emerge dal primo rapporto sullo stato dell'ambiente in provincia di Salerno. Il monitoraggio delle condizioni del territorio salernitano, presentato a Palazzo Sant'Agostino dall'assessore provinciale all'Ambiente, Angelo Paladino, se da un lato mette in luce fenomeni di cui si ignoravano completamente gli aspetti positivi, dall'altro getta ombre poco rassicuranti sullo stato dell'assetto idrogeologico. Il progetto del Ministero dell'Ambiente ha finanziato soltanto dieci province italiane e Salerno è rientrata tra queste. Industria, agricoltura, turismo, commercio, servizi: tutti i settori sono stati coinvolti nel monitoraggio, per effettuare un'analisi reale dell'effettivo stato di salute dell'ambiente in provincia di Salerno e dell'impatto sul territorio di alcune attività particolarmente a rischio. Dalla diagnosi è emerso, per esempio, che a Salerno spetta il primato assoluto in Campania in fatto di territorio forestato, coperto, cioè, da una vegetazione relativamente fitta. Ben il 28% del territorio rientra in questa fascia, superando di molti punti percentuali la provincia verde per eccellenza, che era considerata quella di Avellino. Il 31% del territorio, una percentuale elevata, è sotto tutela attraverso Parchi nazionali, aree protette e zone di interesse paesaggistico. Le dolenti note arrivano dall'inquinamento. L'agricoltura è la maggiore indiziata per l'uso indiscriminato di pesticidi e fitofarmaci: nel solo 1997 ne sono stati impiegati ben 3.312.815 chilogrammi. L'industria diventa, invece, capro espiatorio di dicerie comuni. Pur facendo registrare un trend di crescita dal 1997 al 2000 di ben il 12,5%, ha consumato 1127,2 GWatt hora di energia. In diminuzione l'uso di energie derivanti da materiali fossili; in aumento il metano e l'energia eolica. Segna il passo, invece, il fotovoltaico. Un discorso a parte merita il dissesto idrogeologico della provincia: ben il 30% del territorio è interessato da fenomeni erosivi o a rischio alluvione. Un dato allarmante, legato sia all'abusivismo edilizio che all'aumento del turismo, che prevede una serie di servizi per i quali la provincia di Salerno non sembra ancora del tutto attrezzata. Ben 8 milioni e mezzo di turisti si sono riversati lo scorso anno a Salerno, con punte del 38% in Costiera Amalfitana, seguita a ruota dalla fascia costiera cilentana con il 27%. «Sono soddisfatto del lavoro svolto - spiega l'assessore provinciale all'Ambiente, Angelo Paladino - anche perché in un anno siamo riusciti a portare a termine un lavoro molto delicato. Dal 7 gennaio partiremo con i forum aperti ai portatori di interessi diffusi sul territorio, in modo da invertire la rotta per quei dati non proprio soddisfacenti. Il 30% di territorio a rischio idrogeologico, ad esempio, fa giustizia di quanti cominciano a ritenere non più essenziali le prescrizioni dell'Autorità di Bacino. Ritengo, invece, che proprio per quanto emerge da questo rapporto quelle prescrizioni vadano tenute seriamente in considerazione. In questo primo rapporto è stato fotografato lo stato attuale della situazione, una sorta di diagnosi generale. Ora dobbiamo prepararci ad individuare la terapia per salvaguardare un ambiente che ha ancora grosse potenzialità da esprimere».
Fonte: Il Portico
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