Tu sei qui: CronacaBlitz dei Nas a Casa Serena
Inserito da Il Mattino (admin), mercoledì 29 agosto 2001 00:00:00
Se ne sono andati con diverse sacchetti di cellophane. Portando via campioni di alimenti prelevati dalle vaschette sigillate, farmaci e materiale per medicazione, rinchiuso negli scaffali dell'infermeria, e numerose cartelle su cui hanno riportato le misure esatte delle stanze e le condizioni del solaio non in regola. Un blitz in piena regola, quello effettuato dai Nas a Casa Serena (ex Onpi). Da più giorni, in effetti, in tutta la Regione i Nas hanno avviato ispezioni. Nel mirino le strutture sanitarie, in particolare le case di riposo, a rischio di abbandono per ferie. Ed i negozi di alimentari, dove invece si è posto particolare attenzione alla data di scadenza delle derrate esposte sugli scaffali. Solo la settimana scorsa un altro blitz è stato eseguito alla casa di riposo Genovesi di S. Pietro (nella foto in alto). Anche in questo caso i controlli avrebbero evidenziato alcune carenze nell'assistenza, imputabili alla scarsa o insufficiente presenza di personale medico e infermieristico.
Proseguendo su questa strada, dunque, gli uomini del nucleo antisofisticazione della Compagnia di Salerno hanno trascorso un'intera mattinata con i vecchietti di Casa Serena (ex Onpi), la casa di riposo gestita per metà dal Comune, rimasti nei loro letti terrorizzati. Sono arrivati di mattina presto. Hanno fatto irruzione nella grande villa di Pregiato. Nessun avviso, nessuna comunicazione che potesse preannunciare la loro visita. Programmata proprio in un periodo feriale, quando gran parte del personale e dei quadri dirigenziali sono in vacanza. Una coincidenza che non ha, però, ostacolato l'ispezione. Hanno cominciato con controlli capillari. Primo: le condizioni strutturali ed igieniche delle camere che ospitano gli anziani, il salone centrale e di qui l'infermeria, la sala pranzo ed i servizi igienici. Particolare attenzione è stata riservata alla grandezza delle camere, che apparirebbe in difetto secondo quanto stabilito dalla nuove norme europee, specie per quanto riguarda l'altezza. E le condizioni del solaio. Hanno annotato su carta i risultati dei controlli, per poi passare alla verifica del personale medico e parasanitario presente, come stabilito dalla pianta organica, dove la carenza di infermieri e di guardia medica (da reperire all'esterno) per tutto il corso del giorno e della notte sembrerebbe rappresentare un elemento in rosso. Altro capitolo visionato dai Nas è stato quello del servizio mensa. Dal blitz si attendono, infatti, possibili prescrizioni e adattamenti per una struttura che già in passato era stata definita a rischio chiusura. Casa Serena ospita gli anziani indigenti e beneficiari di contributo comunale. Negli ultimi anni la storia del pensionato è stata caratterizzata da diverse battaglie sindacali, che hanno visto il personale parasanitario pronto a denunciare situazioni di precarietà. Le continue minacce di sciopero, scongiurate con un lungo braccio di ferro con l'amministrazione comunale, svelarono gravi problemi di assistenza agli anziani, causati dalla carenza di personale parasanitario, costretto a turni raddoppiati. E, ancora, a rendere difficile il soggiorno degli anziani erano sopraggiunte le condizioni fatiscenti della struttura. Un fabbricato che avrebbe richiesto da tempo un'opera di rinforzo al solaio e di allargamento delle camere, per assicurare un livello minimo di vivibilità ai vecchietti.
Intanto, la notizia del blitz a Pregiato sembra aver sollecitato gli interventi dell'amministrazione. Ieri mattina la struttura ha ricevuto la visita degli assessori Antonio Barbuti e Pasquale Santoriello (quest'ultimo nella foto in basso), insieme al maresciallo di polizia municipale Argentino. Tutto si è risolto in un giro di ricognizione, qualche stretta di mano ed una lapidaria giustificazione. A motivare l'arrivo degli amministratori sarebbe stata il progetto della Giunta Messina di ripristinare il servizio di cucina, da alcuni anni interrotto. La vecchia cucina fu chiusa perché non in regola con i requisiti richiesti dalla normativa europea. A cui si aggiunse anche la carenza di personale.
Fonte: Il Portico
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