Tu sei qui: PoliticaCovid, De Luca lancia l'allarme: «Siamo nel pieno della quarta ondata, dobbiamo riaprire le terapie intensive»
Inserito da (redazionelda), venerdì 17 dicembre 2021 16:59:01
«Aumenta la diffusione del contagio Covid a un ritmo impressionante. Ci stiamo avvicinando anche in Italia, sia pure con ritardo, ai livelli di contagio che registriamo in altri Paesi d'Europa. C'è da augurarsi ovviamente che il livello di vaccinazione nel nostro Paese ci salvaguardi dagli effetti più pesanti del contagio, ma non c'è dubbio che siamo di fronte a una fiammata di contagio estremamente preoccupante».
Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nella diretta Facebook di oggi pomeriggio, 17 dicembre, dedicata ai contagi Covid-19, alle misure di prevenzione per queste feste natalizie, alle vaccinazioni, alla scuola.
«Ieri è iniziata la vaccinazione dei bimbi di età tra i 5 e gli 11 anni. Credo di poter dire che registriamo risultati molto incoraggianti. Non abbiamo avuto molte prenotazioni fino a ieri ma le vaccinazioni hanno registrato un risultato importante solo ieri sono stati vaccinati 2mila bimbi di questa fascia d'età ed è molto molto molto significativo.
C'è una maledetta accelerata diffusione del Covid, siamo nel pieno della quarta ondata, dobbiamo riaprire le terapie intensive. Siamo al punto che, se continua questa ondata, dovremmo chiudere reparti ordinari e riaprire di nuovo altri reparti di terapia intensiva dedicati al Covid. Ieri ho dato indicazione ai direttori generali di riattivare i posti di terapie intensiva a cominciare dagli ospedali modulari che abbiamo realizzato.
L'ordinanza regionale che abbiamo emanato due giorni fa, era il minimo di prudenza e responsabilità necessarie, non è la ghigliottina. L'obiettivo è evitare assembramenti davanti ai bar e ai pub di gente che consuma alcolici, provocando assembramenti. Non è un grandissimo sacrificio. L'alternativa alla responsabilità e al contenimento del Covid è la chiusura di tutto. Lo dico con grande serenità e semplicità, ma anche con grande chiarezza: se perdiamo la testa nella settimana dalla Vigilia di Natale a Capodanno, noi perdiamo tutto quello che abbiamo fatto in questi mesi, e ci ritroviamo a metà gennaio a dover richiudere i bar e i ristoranti, le attività che comportano assembramenti, i negozi, le palestre, i cinema, i teatri. Diventerà inevitabile. Ci eravamo abituati al fatto che tutto dovesse rimanere aperto, ma tutto rimarrà aperto, magari con qualche limitazione come nell'ordinanza, se saremo responsabili».
Fonte: Il Vescovado
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