Tu sei qui: PoliticaReferendum NO TRIV, ‘Atrani Futura’: «Governo non vuole che si raggiunga quorum. Votate SÌ»
Inserito da (ilvescovado), giovedì 14 aprile 2016 20:18:07
A pochi giorni dal Referendum abrogativo del 17 aprile, giunge anche la campagna informativa del Comune di Atrani, il cui gruppo di maggioranza Atrani Futura si schiera a favore del SÌ per scongiurare le attività di trivellazione selvaggia consentite dalla «"manina" che è riuscita ad infilare poche righe nella Legge di Stabilità 2016».
«Sicuramente il referendum abrogativo - continua il manifesto pubblico - non risolve la questione ambientale, e nemmeno la affronta in maniera completa, ma prova a indicare una strada diversa per il nostro futuro. La vittoria del SÌ può essere l'inizio di un nuovo percorso che tenga insieme sia la tutela dell'ambiente in cui viviamo e che lasceremo alle future generazioni sia le nuove prospettive di lavoro legate allo sviluppo delle energie rinnovabili. In alternativa le grandi lobby del petrolio avranno via libera, forti di un consenso politico che si esprime chiaramente nell'invito esplicito all'astensione e nell'esclusione delle regioni coinvolte dalle decisioni in merito, verso la conquista e la deturpazione dell'ambiente al solo fine del profitto, a tutti i costi».
Il gruppo consiliare, poi, mette il punto sul silenzio politico sull'argomento delle forze di maggioranza al governo, che dimostrerebbe «la volontà di non voler raggiungere il quorum, altrimenti sarebbe bastato accorpare il referendum alle elezioni amministrative del prossimo 5 giugno, con notevole risparmio di denaro pubblico e un'affluenza sicuramente più alta».
Sarebbe ora, quindi, secondo Atrani Futura, visto «il recente scandalo scoppiato in Basilicata, che ha portato alle dimissioni del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, mostrando una parte dei giochi sporchi e dei sostanziosi interessi, a tutti i livelli, che si nascondono (ma non troppo!) dietro lo sfruttamento del nostro territorio», di puntare sulle energie rinnovabili, «anche alla luce di quanto può fruttare in termini di posti di lavoro».
«La nostra costa - conclude il gruppo consiliare - circa 20 anni fa è stata protagonista di una importante battaglia contro le trivelle: la Elf ottenne il permesso di iniziare a trivellare nel tratto tra Capo d'Orso e Paestum (foce Sele) alla ricerca di petrolio. Fu il Consiglio di Stato a decidere, definitivamente, che quelle operazioni non andavano effettuate. [...] oggi possiamo difenderci ed esprimere il nostro dissenso andando a votare SÌ al referendum di domenica e provando, in questo modo, anche a schierarci per un nuovo corso della politica energetica nel nostro paese. Una politica energetica che, se indirizzata verso la messa a pieno regime delle risorse di fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica, è in grado di produrre molti più posti di lavoro rispetto allo sfruttamento delle energie fossili e tutelare l'ambiente a lungo termine».
Fonte: Il Vescovado
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