Tu sei qui: Territorio e Ambiente“Alfonso Gatto e la Costiera Amalfitana”, 22 aprile a Vietri la lectio magistralis del prof. Francesco D’Episcopo
Inserito da (Redazione LdA), martedì 19 aprile 2022 10:58:51
Al quinto appuntamento dei "Salotti Letterari" a Vietri sul Mare, l'associazione culturale "La Congrega Letteraria" propone "ALFONSO GATTO E LA COSTIERA AMALFITANA", lectio magistralis del prof. Francesco D'Episcopo, già docente di Letteratura italiana, Critica letteraria, e Letterature comparate presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II;
L'appuntamento è per venerdì 22 Aprile, alle ore 18:30, presso l'oratorio dell'Arciconfraternita, via S. Giovanni 13, Vietri sul Mare (SA).
Ai saluti del sindaco Giovanni De Simone seguirà la lezione del prof. D'Episcopo. Presenterà la serata il giornalista Aniello Palumbo.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Obbligo di mascherina e green pass. In collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Vietri sul Mare.
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Alfonso Gatto ebbe, oltre all'amatissima Salerno, una predilezione speciale per la Costa d'Amalfi: parlava, poetava di Atrani, Maiori e Minori, di Vietri sul Mare, anello di congiunzione fra Salerno e la costiera — Vietri che oggi lo celebra anche col suo viale dei Poeti. Talvolta, con malcelato orgoglio, come da molti ricordato, era solito raccontare delle imprese compiute con amici in barca a remi; traversate fondamentali al colpo d'occhio poetico che sa cogliere un territorio nella sua lirica interezza. Meta preferita era Erchie, con la sua insenatura, la lingua di sabbia bianca, il mare di un verde smeraldo; e la piccola osteria situata in fondo alla verde gola.
La sua poesia e la sua vita sono segante dall'amore, tema che si intreccia con altri — a partire dall'impegno politico — e che contraddistingue tutta la sua produzione poetica, durata oltre quarant'anni, dalla pubblicazione del primo libro, Isola (1934) fino alla morte.
"Odorava di ragia, di fragaglia,
la costa di Cetara e d'Erchie sale
nella memoria, tesse i muri, impaglia
le pergole di agrumi: per le scale
dei monti svetta il bianco delle case."
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La Campania è Terra Felix per Gatto; la Costiera nei suoi versi viene fuori piano e con costruzioni sintattiche di rimarchevole interesse, come un dipinto sulla tela del pittore attraverso pennellate intrise di vivaci colori. Un lembo di terra e la bellezza struggente non ancora offesa dal turismo di massa.
"La bianca colonnata che il maestrale
di rigoglio in rigoglio segue al vivo
della costa marina, in quel novale
di frescura e di colto, con l'abbrivo
d'un piacere insolente, è solo grazia
di lavoro, umiltà d'assetto antico.
Per gradini di roccia, in ogni vico
di strettura fiorita dove strazia
l'agave il ceppo e fila il lungo stelo
di meraviglia, vide chini il cielo
l'asino e l'uomo a stendere il palmento
di terra avara, a intepidire il vento.
Ora l'onesta e lucida struttura
della fatica sembra la natura
stessa che ride e dà giardino al pianto"
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La Costa scorta dai e coi suoi occhi è quella colma di vigneti, orti, giardini e casupole bianche arroccate come in presepe vivente — ricca di sfumature pittoriche. È la Costiera sostanziata sia d'uomini che lavorano duramente nelle attività artigiane, nei pastifici, nei laboratori di ceramiche, sia quella che si rifletteva nello sguardo incantato dei turisti in carrozzella, nei dipinti dei pittori costaioli, nelle corrispondenze epistolari degli intellettuali stranieri, nei taccuini di viaggio. Gatto è stato il cantore per eccellenza della Costiera.
"La strada che da Vietri a Capodorso
a Minori, ad Amalfi sale e scende
verso il mare di Conca e di Furore
è strada di montagna: vi s'arrende
la luce che nel trarla dosso a dosso
ai suoi spicchi costrutti trova il fiore
del lastrico deserto, la ginestra.
E l'ombra passa a approfondire il verso
dei suoi displuvi, l'onda dei tornanti
alle case di vetta: una finestra
dai vetri d'alba s'apre per l'oriente
alla breve serale.
Calma fragranza, il sonno nel riverso
meriggio è già l'amore,
un frascheggio di pergole di scale
e di voci passanti,
il fumo di chi vive col suo niente
una giornata d'aria."
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Il prof. Francesco D'Episcopo ha svolto attività didattica e scientifica presso il Dipartimento di Filologia moderna "Salvatore Battaglia" della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II", dove ha insegnato Letteratura italiana, e Critica letteraria e letterature comparate. Ha insegnato, inoltre, Letteratura italiana all'Università del Molise.
È giornalista pubblicista. È stato direttore responsabile della rivista di Storia dell'Arte "ON-OttoNovecento", fa parte del comitato di redazione della rivista "Riscontri". È critico d'arte e, come tale, ha collaborato all'organizzazione di mostre di alto profilo culturale, presentando artisti in volumi e cataloghi.
Rilevante settore della sua attività critica concerne la riproposta dell'opera di Alfonso Gatto con numerose monografie pubblicate tra gli anni '70 e 2000.
Fonte: Il Vescovado
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