Tu sei qui: Storia e StorieIl Santuario di Santa Maria del Bando: un rifugio solitario che racchiude il cuore pulsante della storia di Atrani
Inserito da Mariarosaria Pisacane (Admin), giovedì 28 luglio 2022 18:09:17
Una piccola costruzione bianca, solitaria, aggrappata alla nuda roccia, che spicca con la sua austerità tra la vegetazione e i terrazzamenti naturali, dominando dall'alto l'abitato di Atrani e la valle del torrente Dragone. E' così che appare il Santuario di Santa Maria del Bando, incuriosendo il visitatore con una serie di interrogativi legittimi a cui Giovanni Proto, sottufficiale della Guardia di Finanza in quiescenza e attualmente responsabile del sito da oltre 23 anni, saprà rispondere con l'entusiasmo di chi non cela la passione per la storia del suo paese e il desiderio di veder finalmente riconosciuta la giusta valenza a un luogo di indiscutibile interesse. 750 gradini circa, dislocati tra vicoletti animati dall'intima vitalità di questa comunità, terrazzamenti e campagna: un viaggio a ritroso nel tempo, quando la vita procedeva sicuramente in maniera meno frenetica e la spiritualità era espressione di devozione sincera.
Documentata per la prima volta nel 1187 (ma non è da escludersi che potesse esistere già ai tempi della Repubblica Marinara di Amalfi), la Chiesa di Santa Maria del Bando divenne col tempo il luogo in cui venivano proclamati i bandi, ossia i pubblici annunci e le condanne per i malfattori, rivolti alla popolazione. La leggenda narra che il sito sia stato costruito come voto in seguito a un miracolo operato dalla Santa Vergine che avrebbe salvato un uomo condannato ingiustamente all'impiccagione, episodio tra l'altro raffigurato in un affresco quattrocentesco conservato sull'altare maggiore.
L'edificio sacro è orientato verso est ed è costruito sfruttando un piccolo pianoro di uno sperone di roccia a ridosso delle pareti a strapiombo del Monte Aureo. Le solide pareti esterne, i volumi compatti e le piccole finestre conferiscono alla chiesa l'aspetto esterno di una fortezza, inserito in uno scenario rupestre particolarmente suggestivo. Gli interventi di ristrutturazione del XVIII secolo hanno conferito al sito l'attuale gusto barocco, con stucchi, cornici e riquadri. L'altare maggiore è del 1886 mentre il pavimento in maioliche policrome di fattura napoletana settecentesca provengono dalla Collegiata di Santa Maria Maddalena. L'attuale statua della Madonna è un dono del famoso imprenditore di origini atranesi Vittorio Perrotta, dopo il trafugamento dell'antica effige. Rettore della chiesa è il parroco don Carmine Casola Satriano. Dalla cella campanaria, dalla sacrestia e dalla terrazza esterna si può ammirare un panorama unico, abbracciando in un solo colpo d'occhio il pittoresco borgo di Atrani, la valle del Dragone, lo sperone del Cimbrone da un lato e la torre dello Ziro dall'altro.
A poca distanza dal Santuario di Santa Maria del Bando, Giovanni Proto ci tiene a raccontare la storia di due ampie grotte che si aprono nella parete rocciosa: la Grotta di Masaniello e la Grotta del Paradiso.
La prima prende il nome dal famoso capopopolo napoletano che guidò la rivolta contro il malgoverno spagnolo nell'estate del 1647. Secondo la tradizione, braccato dai suoi nemici, il capitano del popolo si rifugiò qui tra le rocce calcaree di questo anfratto, a poca distanza dalla casa materna, in località Casa Gargano. Ricca di stalattiti e stalagmiti, formatesi nel corso dei secoli, alcune delle quali si sono unite formando delle colonne dalle forme sinuose, regala alle prime luci dell'alba uno spettacolo fantastico di luci che illuminano tutta la grotta.
La seconda, invece, è stata scoperta fortuitamente durante alcuni lavori di pulizia da arbusti e erbacce e presenta evidenti e interessantissime tracce di un insediamento eremitico altomedievale: qui, infatti, sono stati rinvenuti cocci di ceramica e piccole lucerne invetriate di verde. Non si esclude che in questi anfratti solitari possa essere vissuto a ridosso dell'anno 1000, San Saba da Collesano con altri monaci eremiti di rito orientale.
Un sito interessante nella sua unicità che coniuga al piacere di una vista mozzafiato un tuffo nel passato che abbraccia un arco temporale molto ampio in cui è condensato la storia della Costa d'Amalfi. Un sito che è sì rifiorito dai meandri dell'oblio grazie al lavoro encomiabile di un gruppo di volontari che ha ripristinato percorsi e sentieri, risistemato i terrazzamenti e si prende cura della Chiesa di Santa Maria del Bando, ma che meriterebbe di essere valorizzato attraverso studi approfonditi e ricerche sistematiche ad opera della Soprintendenza. Un sito che merita sicuramente una visita per toccare con mano la ricchezza che ci circonda e di cui, a volte, ne ignoriamo l'esistenza.
Per visite, contattare il sig. Giovanni Proto:
- e-mail: giovanniproto1@alice.it;
- telefono e whatsapp: 3346658898;
- messaggio privato sulla pagina facebook @santamariadelbando.
Fonte: Il Vescovado
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